CHIARA DEL SORDO

Tu sei la mia zona d'ombra

2018

Era in una scatola di fotografie di famiglia.
Apparentemente sbagliata.
Non l‘ho mai buttata.

Vedo in essa la vita che nasce.
Il contrasto tra la luce accecante e l’ombra piena.
Presenza e assenza, conviventi appassionati nello scorrere di ogni vita e di ogni sua memoria.

Ho deciso di scrivere una lettera ad una persona che non esiste. Ma c’è.
Sul rapporto madre figlia
e sul valore di una vecchia fotografia che racconta di una potente dualità.

Ho scritto di come non si possa amare la luce senza aver vissuto l’oscurità.
Che l’amore convive con l’assenza.
E solo la memoria di entrambi dà equilibrio e forza al nostro presente.

Poi l’ho accartocciata e l’ho resa animata.
Sassolino della montagna.
Piccolo frammento che, instabile, si stacca da essa.
Inaccessibile,
ma profondamente vivo.
Che nella separazione ritrova un suo equilibrio.

Sono una madre.
E desidero narrare a mia figlia di un amore che si alimenta dalle difficoltà
e che fa tesoro dell’esperienza e della memoria.
Racconto di una montagna che un giorno dal buio emerse maestosa
e di un piccolo sassolino che da essa prese vita.

E’ il mio atto d’amore per mia figlia:
l’eredità di una fotografia apparentemente sbagliata.
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